Se la tua impresa prevede l’uso di auto aziendali, calcolare e gestire il Total Cost of Ownership è una delle necessità più importanti per valutare l’impatto economico della flotta. Definire quali componenti aumentano il TCO e identificare i modi per tenere sotto controllo i costi è una delle sfide più impegnative che riguardano i fleet manager.

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Che cos’è il Total Cost of Ownership

L’obiettivo del fleet manager, la figura deputata a gestire la flotta aziendale, è quello di ottimizzare, nel miglior modo possibile, ogni singolo aspetto della gestione della flotta, come l’acquisizione e la dismissione dei mezzi, la responsabilità civile automobilistica, la manutenzione ordinaria e straordinaria dei veicoli e le spese correnti dei mezzi in modo da ottenere una migliore efficienza e produttività di ciascun veicolo.

In tal senso, il fleet manager deve tenere costantemente sotto controllo il Total Cost of Ownership (TCO), ovvero il costo totale di proprietà di un veicolo o, più semplicemente, il costo totale di un veicolo per tutto l’arco di tempo del suo utilizzo.

Il Total Cost of Ownership comprende

  • Costi fissi: pagamento rate e/o canone fisso, tassa di proprietà, manutenzione ordinaria e assicurazione.
  • Costi variabili: carburante, tasse di circolazione, pagamento dei pedaggi e manutenzione straordinaria.

L’analisi del Total Cost of Ownership si differenzia dal TCM, Total Cost of Mobility, che prende in considerazione il costo totale della mobilità integrata dei dipendenti.

Come si calcola il Total Cost of Ownership

Non esiste una formula universalmente riconosciuta per calcolare il Total Cost of Ownership, ma ci sono costi standard che il fleet manager deve includere necessariamente nelle proprie considerazioni al fine di ottimizzare la gestione del parco auto.

Occorre, dunque, una grande esperienza, una percezione accurata e capillare di tutti i dati e un gestionale di ultima generazione per avere una panoramica in tempo reale di tutte le informazioni.

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Che cosa comprende il Total Cost of Ownership

Le principali voci di spesa che concorrono alla formazione del TCO, il Total Cost of Ownership, sono 7: ammortamento, carburante, manutenzione, interessi, assicurazione, tasse, e management. Ecco, nel dettaglio, in che modo incidono sui costi della flotta aziendale.

  1. Ammortamento: rappresenta il 41% del TCO totale. Si tratta dell’inevitabile deprezzamento dei veicoli, la svalutazione che si presenta per via dell’usura e del divenire obsoleto dei modelli sul mercato. Si potrebbe preferendo soluzioni di Noleggio a Lungo Termine e Leasing.
  2. Carburante: rappresenta il 20% del TCO totale. È possibile contenere i costi per il rifornimento delle auto aziendali con determinate accortezze e strategie che il fleet manager deve mettere necessariamente in atto.
  3. Manutenzione: rappresenta il 15% del Total Cost of Ownership. Per ottimizzarla, è consigliabile formare i driver in modo tale che adottino una eco-guida, che non solo aiuti a contenere i costi del carburante, ma incida meno sull’usura dei veicoli.
  4. Interessi: rappresentano 12% del totale del TCO e riguardano le modalità di noleggio e di leasing dei veicoli.
  5. Costi di assicurazione: 8% del totale del TCO.
  6. Tasse: 2% del totale del TCO. Si tratta delle spese per l’immatricolazione del veicolo, per il bollo, e per i costi amministrativi.
  7. Costi di gestione: 2% del totale del TCO. Si riferisce ai costi relativi alle risorse umane coinvolte nella gestione della flotta aziendale e ai costi operativi necessari.

Total Cost of Ownership: come contenerlo

Tra le sfide che riguardano i fleet manager ce n’è una particolarmente impegnativa: si tratta del controllo del Total Cost of Ownership, che deve essere affrontato tenendo conto di due temi importanti:

  1. La sostenibilità, che rappresenta sempre più un fattore competitivo per le aziende.In quest’ottica, assumeranno sempre più centralità la mobilità altamente condivisa, caratterizzata da un basso impatto economico e sociale, che comprende l’e-mobility, il car sharing, il digital rental e la micromobilità (ad esempio biciclette, scooter, monopattini, ecc).
  2. L’adozione di tecnologie per il monitoraggio dei veicoli, che porta trasparenza, aiuta a prendere decisioni migliori, mitigare i rischi, salvaguardare le risorse e innovare l’impresa.Al fine di contenere e ottimizzare ogni voce del TCO, è opportuno che il fleet manager abbia sempre sotto stretto controllo tutti i dati relativi a ciascun veicolo della flotta, che possa monitorarli in tempo reale, che li analizzi e ne tragga materiale il più possibile completo per pianificare strategie presenti e future.Stando all’analisi condotta da Abi Research per Verizon Connect, fra le tecnologie implementate dai fleet manager italiani, al primo posto c’è la localizzazione Gps (73%, il 2% in più rispetto alla media europea). I dati sottolineano anche che l’implementazione tecnologica sta aiutando le flotte a superare gli ostacoli operativi, a ottenere migliori risultati e a rafforzarsi in un mercato sempre più competitivo.

    Le tecnologie di gestione della flotta hanno un impatto positivo anche sulla sicurezza: il 48% dei rappresentanti aziendali intervistati ha infatti riscontrato una diminuzione degli incidenti grazie all’adozione di queste tecnologie. Con un ritorno sull’investimento che, per l’86% degli intervistati, avviene entro i primi 12 mesi dall’implementazione.

I vantaggi di affidarsi a un partner specializzato

Tenere traccia del Total Cost of Ownership permette all’azienda di monitorare tutte le spese sostenute per la gestione del parco auto e, di conseguenza, sviluppare un piano strategico per il controllo dell’intera flotta aziendale, in modo tale da razionalizzare i costi nel breve e nel lungo termine.

Tuttavia, a seconda delle dimensioni della flotta, del numero di dipendenti, dei tipi di veicoli e delle competenze interne disponibili, determinare il TCO può essere impegnativo e richiedere molto tempo.

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